VIDEO LEZIONE

VIDEO LEZIONE

ENANTIODROME.
GIOCO-REGNO E
RECIPROCO
SOSTEGNO
DEI CONTRARI

-L.R.-
IL SILENZIO
COSTANTEMENTE
CI INVITA
A RICAMBIARE
IL SUO SGUARDO


- L.R.-
Il desiderio è quello di
rendere visibile l’invisibile,
per avvicinarsi a quel CENTRO,
da cui tutto è scaturito in
assenza di ragioni, attraverso la
creazione di una sorta di percorso.
Una raccolta d’immagini esca,
per una particolare forma di
“Collimazione Bersaglio”.
Questi Passaggi al Limite abbracceranno
un territorio costantemente in movimento,
lo Spazio dell’Anima.

ENANTIODROME, TERRA DI MEZZO.

-L.R.-
LA CREAZIONE DELLA GILDA
PALAZZO-FORTEZZA
LA DIMORA DEL SIGNIFICANTE
DALLA MASCHERA
AL PORTALE
IL RI-CONOSCIMENTO
DI ENANTIODROME
… LA MASCHERA,
non solo nasconde il volto,
ma anche lo rivela…
Non fu introdotta nella tragedia
greca per nascondere
il personaggio ma per dare ad
esso una vena che il volto nudo
non poteva sostenere…
La sua verità superindividuale
svela il destino tragico dell’uomo,
anche dell’attore che la porta sulla
scena…

“ Tutto ciò che nasce e il non nato
è promesso a una forma”.

Le forme mutano e l’anima muta
di fronte al mutare delle forme.
Davanti a questo mutamento,
IL RACCONTO RIPROPONE
SEMPRE LA SUA NECESSITA’.


Stralci tratti da
PENSARE PER FIGURE
di FRANCO RELLA
Fazi Editore
NOGIRI
La Nobile Giovane Ribelle
tra sensazione e simulazione,
sa di non essere la cosa che indica.
Tra l’essere e l’apparire (è) …..
una sorta di differimento del
rapporto di verità, per la creazione
di un universo personale,
che la difenda dal nulla.
(Vive) nell’attesa di ri-trovare un punto
da cui tornare a guardare il sogno.
NOGIRI, PRIMA CHE FORMA,
E’ L’INDICAZIONE
DI
UN ATTEGGIAMENTO.


-L.R.-
"Un tratto solo basta a
caratterizzare La fisionomia,
ma questo tratto è tutto da
trovare."

A! A! A!
TRATTATO DEL MELODRAMMA
Pratiche Editrice
LA PISTA

TRA PASSATO
& FUTURO IDEAZIONE DI
UN TRACCCIATO RISPETTO AL CENTRO

NUOVO LUOGO PER LA RAPPRESENTAZIONE DELL’ESSERE

NEL PORTARE
ALL’ESTERNO E’ R-AGGIUNTA ED INGLOBATA-O

DA SPAZIO MUTO
DI MOVIMENTO A COAGULO DI
NUOVI USI NUOVO SISTEMA LINEARE
ED ESTESO DI CENTRALITA’

PERCORSI DISPONIBILI ALLO SGUARDO TERRE DI NESSUNO

DETERMINANO UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE
SBILANCIATA PER NUOVI EQUILIBRI

"L’ARMATURA”
DI UN NUOVO
PAESAGGIO DESIGNA IL MUTAMENTO RISPETTO AD UN CENTRO
ANTICO ANCORA MURATO

DIMENSIONE
TRASVERSALE
CHE ATTRAVERSA METTENDO IN GIOCO
L’IDEALE DI SEZIONE CHE LEGA I TANTI TEMPI
DELLA CITTA’, OGNI
PARTE RISPETTO ALL’ALTRA

PER FARE DELLA
ARCHITETTURA LO STRUMENTO CHE RIVELA LA CITTA’ A SE STESSA

UN CONTRASSEGNO
DELLA CONTINUITA’ CON UNA POSSIBILE
ORIGINARIA IDENTITA’ ( E DIFFERENZE)

LA FORMA DI UNA CITTA’ CHE GIA’ ESISTE


LE VIE CHE PORTANO AD ENANTIODROME

SPUNTI TRATTI E LIBERAMENTE TRATTATI
da “ ARCHITETTURA PER METROPOLI PICCOLE ”
di GIUSEPPE BARBIERI
ed. TRANSEUROPA / INTERSPAZI


-L.R.-

IL LIUTAIO

PIU’ CHE UN
PERSONAGGIO
E’ UNA PERSONA

CONOSCIUTO DA
MOLTI
E’ RI-CONOSCIUTO
DA POCHI

IL LIUTAIO
NON HA DISEGNATO

MA HA GUARDATO
LE IMMAGINI DEL GIOCO

DANDO ALLE SUE FORME
NUOVI PERCORSI

L’ALTRA ENANTIODROME
LO ABBRACCIA



-L.R.-
L’INQUIETUDINE NECESSARIA


ENANTIODROME
L’ANTI-RAGIONE


L’emozione, nel mondo magico, assume per chi la contempla i due
aspetti che indica J.P. SARTRE:
“Quello che noi costruiamo attorno ad esso, e quello che ci viene
svelato all’improvviso.”
Qui entra in gioco una mia intenzione di raffigurazione, da
intendersi come una sorta di scrittura pittografica, che stimoli e
amplifichi la capacità d’osservazione, abituando a vedere i 
molteplici legami, che se pur celati caratterizzano il mondo delle
forme…un viaggio per comprendere, abbracciare un “centro”, 
comune a tutti; non da conquistare ma da difendere, attraverso
la creatività.
Una creatività legata più all’originalità che non alla novità.
Una creatività vissuta, non tanto per vedere il nuovo quanto, per
acquisire un nuovo modo di vedere.
Nell’insegnare, più che spiegare all’allievo, cerco di chiarire
sempre di più a me stesso un processo che sta tra la
rappresentazione e l’individuazione, tra la comunicazione e 
l’espressione.
Un modo per vivere il sogno, senza misconoscere la sua reale
distanza dalla vita; cercando di dare forma a quello spazio
invisibile, ma necessario al soggetto, per un tempo dell’incontro,
che permetta al profondo di manifestarsi.
Quella parte più silenziosa di ognuno, ma detentrice della vera
lingua che “ ci parla”.
A mio avviso, la raffigurazione nell’addestrare all’azione, oltre a
chiamare in causa l’intelligenza dello sguardo, la padronanza del
gesto, la capacità di raccolta e immagazzinamento delle immagini
per una selezione strategico-funzionale alla realizzazione, deve
sempre di più rendere l’allievo consapevole del suo punto vista.
Il suo QUI, punto di partenza per il riconoscimento e la conquista
dell’equivalenza dei luoghi.
Il senso è quello di portare, attraverso lo studio della forma (la
legge entro cui le cose s’inscrivono ) l’allievo, ed io prima di lui,
ad abitare l’immagine per vestire l’emozione.


-L.R.-

IL GIOCO
L’ALTRO MODO DI APPRENDERE
IN ASSENZA DI PESO


SEMPRE UGUALE A SE STESSO,
DICE DI ALTRO.
DI UN ALTRO TEMPO.
DI UN ALTRO SPAZIO.
IL GIOCO NON SERVE CHI
NON LO SA SERVIRE, PERCHE’
IL GIOCO NON SI FA USARE.

NEL GIOCO NON SI COMANDA
REALMENTE, MA SI SCOMPARE.

NEL GIOCO IL VERO SCOPO
NON E’ CHE IL MOVIMENTO.

IL GIOCO INSEGNA COME RIUSCIRE
AD ESSERE EQUILIBRATI
RISPETTO ALLO SQUILIBRIO
NECESSARIO ALLA VITA.

L’ANTI-GINNASTICA DEL CREATIVO
L’OGGETTO SENZA IL NOME
L’IO SENZA L’EGO



L’ALTRA ENANTIODROME
LE FORME DEL GIOCO


-L.R.-
NEL BACKSTAGE DI ENANTIODROME
TRE PERSONAGGI DICONO DELLA LORO RAGIONE.
Ad entrare in scena è poi JAGO.

JAGO, braccio destro del SIGNORE DELLE VOLPI,
grande combattente, odia il ruolo imposto alla sua casta
dai CREATORI DEL TEMPO. Vive nel lancinante ricordo
di un passato che li ha visti potenti e che non tornerà.
Fedelissimo al suo signore, chiuso nei suoi silenzi,
attende il giorno del riscatto.
JAGO è l’anello di congiunzione tra l’animalità e
la spiritualità, suo malgrado.

LA RABBIA DI JAGO:
-“Ritroveremo la ragione, in noi, che ci riporti all’origine?
Servivamo la magia ed ora facciamo i tirapiedi del potere,
per che cosa?
Difficile dare voce ad una sensazione, parole ad un’emozione,
che nemmeno l’urlo più straziante riuscirebbe a vestire.
Come uscire da questo luogo, che se è coerenza è anche
assenza di perdono?”

LA RIFLESSIONE DEL SIGNORE DELLE VOLPI:
-“ Io non sarò mai diverso da quello che sono, ma esiste
un tempo in cui bisogna saper perdere.
Abbandonarsi al cambiamento per non farsi vincere dal tempo”.
IL SIGNORE DELLE VOLPI è l’unico della sua casta
ad aver riacquistato sembianze completamente umane.
Per questo il suo volto è coperto dalla MASCHERA DELLA COLPA.

LO SGUARDO DI KEREMA. GUARDIANO DELLA QUINTA TORRE:
-“ Una volta che é stabilito il contatto, non c’è altra via che
il perdono, se si vuole andare oltre la colpa ed
un’eventuale sua trasmissione.”
KEREMA è l’unica figura, insieme a quella del bambino,
che può entrare nel Quartiere Proibito senza ridestare
i suoi Guardiani, e a conoscere l’ubicazione della
DIMORA DEL SEGRETO .
" Il nostro passato è in un altrove ed una irrealtà
giunge ad impregnare i luoghi ed i tempi."
( GASTON BACHELARD)






IL RISVEGLIO DI UNO SPIRITO GUARDIANO

La notte che vide il ritorno alla vita del RIDESTATO, si
bagnò del sangue delle sentinelle di ronda sulle mura,
testimoni dello straordinario evento.
Portate nel PALAZZO DEI QUINDICI apparentemente
per essere interrogate, furono invece eliminate.
LA NOTTE DEGLI ORACOLI, così chiamata per via di
una predizione che annunciava il risveglio
di uno SPIRITO GUARDIANO, non doveva avere
testimoni che raccontassero della breccia apertasi
nel formidabile sistema difensivo al servizio
dei CREATORI DEL TEMPO.
Ma a distanza di un anno, un uomo, nella taverna
del quartiere dei piaceri racconta, sotto gli effetti
dell’alcool e del rancore, di quella notte, che costò
la vita ai suoi compagnie a lui una ferita così grave da
essere dato per morto.
Il compito di Jago e dei suoi compagni, è quello di rapire
l’uomo, per portarlo al cospetto del SIGNORE DELLE VOLPI VOLANTI.
Tutto sembra filare liscio, il tempo necessario per convincere
l’umano a seguirli fuori dalla taverna e compire così
la loro missione. Ma, una pattuglia della milizia interna
fa irruzione. Poi quella figura, comparsa dal nulla…

...E tutto avviene nel tempo di uno sguardo… in un silenzio
che neutralizza il rumore esterno; quasi a voler sottolineare
l’accadimento nell’accadimento.

-L.R.-
NOGIRI-      " Come stabilire quel contatto...
                    non dando ascolto all'assassino?
                    Come dar voce al perdono?
                    Per una magia, che può far tornare ad un
                    inizio... un inizio che è "quel" sogno."

                 " Fino a quando durerà... in quello sguardo,
                    la luce che (mi) dona un respiro...?
                    Fino a quando potrò seguire in silenzio
                    quella voce che (mi) porta dentro...?
                    Fino a quando riuscirò a tenerti con me? "


                  - S.B.-